La sussistenza di vincoli reali sul bene promesso in vendita legittima la risoluzione del preliminare

Cassazione, sez. II, 28 maggio 2013, n. 13208

L’esistenza di un vincolo reale, taciuto al momento della stipula del preliminare, si pone come circostanza idonea a legittimare la richiesta di risoluzione del preliminare per inadempimento, posto che, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1453 e 1482, secondo comma, del codice civile il promissario acquirente, se la cosa promessa è gravata da garanzie reali (ovvero da pignoramento o sequestro) non dichiarate dal promittente venditore, può sia sospendere il pagamento del prezzo, sia domandare la risoluzione del contratto, avendo egli la facoltà e non già l’obbligo di chiedere al giudice la fissazione di un termine per la cancellazione dei gravami.