Responsabilità di appaltatore, progettista e direttore dei lavori per carenze progettuali

Conseguenze dell’opera realizzata dall’appaltatore che presenti vizi che trovano la loro ragione in una carente progettazione

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Una recente sentenza del Tribunale di Reggio Emilia del 27 giugno 2014 interviene su di un tema che ha una forte rilevanza pratica. Si tratta del caso non infrequente in cui l’opera realizzata dall’appaltatore presenti vizi che trovano la loro ragione in una carente progettazione.

In tale fattispecie, l’appaltatore risponde nei confronti del committente in solido con il progettista – così si esprime il Tribunale – sia nel caso in cui si sia accorto degli errori di progettazione e non li abbia denunciati tempestivamente, sia nel caso in cui, pur non essendosene accorto, tuttavia lo avrebbe potuto fare usando l’ordinaria diligenza e le normali cognizioni tecniche.

Si tratta, invero, dell’applicazione al caso di specie del principio affermato dall’art. 1663 c.c., per il quale l’appaltatore è tenuto a dare pronto avviso al committente dei difetti della materia da questo fornita ed eventualmente sospendere i lavori sino a quando il committente, conosciuta l’esistenza dei vizi, non ordini la ripresa dei lavori. Nel caso in cui, pur dopo la denuncia degli errori di progettazione, il committente abbia imposto all’appaltatore l’esecuzione dell’opera, quest’ultimo andrà esente da responsabilità nei suoi confronti, non ovviamente nei confronti di terzi, qualora dall’esecuzione dell’opera derivi la lesione di diritti assoluti o la violazione di principi di ordine pubblico. Al fine di evitare qualsivoglia responsabilità, infatti, l’appaltatore dovrebbe, malgrado le insistenze del committente, rinnovare il proprio rifiuto ad eseguire l’opera.

La responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente è, pertanto, da escludere solamente nel caso in cui egli sia uno strumento passivo nelle mani di costui, direttamente e totalmente condizionato dalle istruzioni ricevute, senza possibilità di iniziativa o vaglio critico.

La citata sentenza prosegue affermando anche la responsabilità del direttore dei lavori nei confronti del committente, in solido con il progettista e con l’appaltatore, nel caso più sopra visto in cui i vizi dell’opera derivino da carenze progettuali, poiché fra i suoi obblighi rientra non solo quello di controllare che le modalità di esecuzione dell’opera siano in linea con il progetto, ma anche con le regole della tecnica, fino al punto di provvedere alla correzione di eventuali carenze progettuali.

Si tratta, invero, di un principio già affermato dalla giurisprudenza di merito (Tribunale Ivrea 28.01.2005 in Giur. Di Merito, 2005, II, 2357). Tale principio consegue al fatto che l’accettazione dell’incarico di dirigere l’esecuzione dei lavori comporta l’onere per il professionista, il quale riconosca la manchevolezza del progetto o comunque la sussistenza di condizioni ostative ad un corretto conseguimento del risultato atteso dal committente, di informare tempestivamente il committente, in modo da evitare d’impegnarlo in una spesa che potrebbe risultare inutile.