Ammissibile l’azione revocatoria delle attribuzioni in sede di accordi di separazione tra coniugi

Il fondamento causale degli atti traslativi esecutivi di accordi di separazione

Secondo la Suprema Corte di cassazione, sezione I civile, espressasi con sentenza n. 8678 del 10 aprile 2013, le attribuzioni di beni mobili o immobili disposte, nell’ambito degli accordi di separazione personale, da un coniuge in favore dell’altro rispondono, di norma, ad un intento di sistemazione dei rapporti economici della coppia che sfugge, da un lato, alle connotazioni di una vera e propria donazione e, dall’altro, a quelle di un atto di vendita e svela, dunque, una sua tipicità, che può colorarsi dei tratti propri dell’onerosità o della gratuità a seconda che l’attribuzione trovi o meno giustificazione nel dovere di compensare e/o ripagare l’altro coniuge del compimento di una serie di atti.

Spetta dunque al giudice del merito, investito della domanda di inefficacia dell’atto dispositivo svolta da un terzo creditore ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile (o, come nella specie, dal fallimento del coniuge disponente, ai sensi dell’articolo 64 legge fallimentare), di accertare, in concreto, se l’attribuzione del cespite debba ritenersi compiuta a titolo oneroso od a titolo gratuito. E tale accertamento, se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici, sfugge al sindacato di legittimità.