La tutela fiduciaria del patrimonio

Trust, vincoli di destinazione, fondo patrimoniale

Specializzazione della responsabilità e separazione patrimoniale, inaggredibilità dei beni conferiti da parte dei creditori personali del disponente. Questi i principali effetti della conclusione dei negozi di destinazione fiduciaria disciplinati in Italia o riconosciuti dall’ordinamento interno in forza del recepimento di specifiche convenzioni internazionali. Istituti che per la loro versatilità si prestano a regolare le relazioni economiche e patrimoniali tra le parti in una moltitudine di casi: dalla separazione del rischio connesso all’esercizio dell’attività d’impresa, ai rapporti tra coniugi, dal diritto successorio ai rapporti della famiglia, anche di fatto, dal finanziamento di attività particolari alla tutela di persone con disabilità.

Diversi sono gli strumenti riconosciuti dal legislatore nazionale per il perseguimento delle finalità indicate.

Per mezzo della legge 364/1989, esecutiva della convenzione sulla legge applicabile ai trusts adottata a L’Aja il primo luglio 1985, è possibile costituire in Italia trust di diritto straniero, per mezzo dei quali il costituente – con atto tra vivi o per testamento – pone sotto il controllo fiduciario di un trustee, nell’interesse di un beneficiario o per un fine specifico, determinati beni, isolandoli dal proprio patrimonio e rendendoli così non aggredibili dai propri creditori personali, ovvero da ogni creditore che possa vantare istanze estranee alle finalità per cui il trust è costituito.

Al conseguimento dei medesimi risultati è possibile addivenire mediante il ricorso ad istituti alternativi, tipicamente regolati in Italia: gli atti di destinazione di cui all’articolo 2645 ter c.c. e, per la specifica tutela dei soli bisogni della famiglia, il fondo patrimoniale.

Tutti gli istituti garantiscono la tutela del patrimonio personale o d’impresa del disponente; diverse, però, sono le esigenze di protezione di volta in volta richiamate.

Mentre il fondo patrimoniale si pone ad esclusiva tutela dei bisogni della famiglia fondata sul matrimonio, i vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645 ter possono essere finalizzati alla realizzazione d’interessi meritevoli di tutela riferibili a qualsiasi persona fisica.

Ancora più ampia la capacità protettiva del trust, in grado di porsi a garanzia di qualsiasi interesse o scopo, anche individuale o egoistico, diverso da quello di beneficiare il solo trustee.

Mentre destinabili al fondo patrimoniale, o ai vincoli di destinazione di diritto italiano, possono poi essere solo beni immobili, mobili registrati o titoli di credito, nessuna restrizione, con riferimento ai beni conferibili, si rileva con l’applicazione in Italia dell’istituto del trust, potendo esservi destinata qualsiasi titolarità di beni ovunque situata, compresi dunque i beni mobili e, fra questi, il denaro.

Ulteriori differenze riguardano la durata della destinazione, limitata dall’ordinamento interno con riferimento agli istituti di diritto italiano, illimitata, secondo la volontà del disponente, nelle più comuni legislazioni straniere sui trust.

Importante segnalare che a fronte del conferimento di determinati beni in trust, ma così anche nella destinazione di diritto italiano, il disponente non perde definitivamente il controllo sulla propria ricchezza. All’atto della costituzione del patrimonio separato verranno infatti specificamente disciplinate le obbligazioni del fiduciario, le modalità di amministrazione dei beni e di gestione delle rendite, oltre alla sorte dei patrimonio al termine della destinazione. Raggiunti gli scopi della segregazione, il patrimonio potrà infatti tornare nella piena ed esclusiva disponibilità del conferente, essere destinato a terzi ovvero confluire in ulteriori trust.

Le possibilità offerte dagli istituti richiamati sono certamente ampie e crescente è la richiesta d’intervento degli interpreti in materia. E’ in proposito impegno recente del legislatore quello di formulare una legge organica d’introduzione in Italia del contratto di fiducia, disciplina attualmente in discussione ed idonea, se introdotta, ad adeguare l’ordinamento interno alle più recenti innovazioni legislative internazionali.