La guida spericolata o in stato di alterazione psico-fisica tra dolo e colpa

La Cassazione a Sezioni Unite torna a pronunciarsi sulla distinzione tra dolo e colpa

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Recenti episodi di cronaca giudiziaria tornano a porre l’accento  sulla necessità di precisare la distinzione tra dolo e colpa. La fattispecie è quella della guida spericolata o in stato di alterazione psico-fisica seguita dalla causazione di eventi letali.

Sotto il profilo sanzionatorio, la distinzione fra dolo e colpa non è indifferente. L’omicidio colposo, nella sua forma semplice, è punito con la reclusione sino a cinque anni, mentre l’omicidio volontario con la reclusione non inferiore ad anni ventuno.

E’ dunque importante individuare concretamente i lineamenti di ciascuna fattispecie al fine di poter adeguatamente sostenere le istanze difensive dell’eventuale giudizio.

Numerosi casi giudiziari danno conto della difficoltà di distinguere, in concreto, se la condotta dell’imputato sia caratterizzata da dolo nella sua forma indiretta (dolo eventuale) e cioè dall’accettazione consapevole del rischio di causare l’evento letale, o da colpa (cosciente) caratterizzata dalla sicura fiducia che l’evento, pur previsto come possibile, non si possa avverare.

Nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, il criterio distintivo tra dolo eventuale e colpa cosciente deve essere ricercato sul piano della volizione (tra le altre Cass. 23588/2012 e 10411/2011). Nel dolo eventuale il rischio che l’evento lesivo si verifichi deve essere accettato a seguito di una deliberazione con la quale si subordina consapevolmente un determinato bene ad un altro. Non è quindi sufficiente la previsione della concreta possibilità che l’evento lesivo si verifichi, ma è indispensabile l’accettazione, sia pure in forma eventuale, del danno che potrà essere cagionato. Il giudice dovrà, quindi, al fine di discernere fra dolo eventuale e colpa cosciente, effettuare una penetrante indagine in ordine al fatto unitariamente inteso, alle probabilità del suo verificarsi, alla percezione soggettiva di tale probabilità, ai segni della effettiva percezione di un eventuale rischio, ai dati obiettivi capaci di fornire una dimensione riconoscibile dei processi interiori operati dal soggetto coinvolto e della loro proiezione finalistica.

La Cassazione a Sezione Unite, in particolare, con la sentenza n. 38343 del 24.04.2014 ha statuito che: ”L’elemento distintivo fra dolo eventuale e colpa cosciente va individuato nell’adesione all’evento: nel dolo eventuale l’evento deve costituire una prospettiva sufficientemente concreta, mediante un alto giudizio di probabilità. Va dunque chiaramente rappresentato, anche in via alternativa, mentre la mera accettazione del rischio rientra nella sfera più propriamente colposa dell’agire”.

Nell’ipotesi si verifichino circostanze nella quali la guida spericolata o in stato di alterazione psico-fisica determini la causazione di eventi dannosi, occorrerà, dunque, ricostruire in maniera adeguata non solo le circostanze fattuali relative al caso concreto effettivamente verificatosi ma, anche, gli atteggiamenti psicologici riconducibili al soggetto agente. In questo modo, sulla scorta della valutazione dei precedenti giurisprudenziali attinenti la fattispecie in esame, l’avvocato potrà configurare la particolare condotta quale rientrante nella corrispondente categoria di reato, rappresentare al cliente le effettive conseguenze giuridiche dell’azione e impostare considerazioni idonee a fondare le ragioni di parte in giudizio.