Il reato di Stalking

Gli “atti persecutori” di cui all'articolo 612 bis del codice penale

Nel 58% dei casi la violenza sulle donne in Italia si consuma all’interno di una relazione sentimentale, il 28% durante la separazione. In assenza di un osservatorio nazionale, non esistono però dati certi sulle denunce presentate nel corso del 2013, anche perché il 33,9% delle donne sceglie di rimanere in silenzio.

Con la legge n. 38 del 2009 è stato introdotto nel nostro ordinamento penale il reato di “atti persecutori”, articolo 612 bis codice penale, meglio noto come reato di stalking, con il quale si è inteso tutelare la libertà della persona contro comportamenti reiterati di minaccia o di molestia che ne inducano una limitazione, che siano in grado di ingenerare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o paura ovvero il fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da vincolo affettivo o che siano comunque idonei a costringere ad alterare le proprie abitudini di vita.

La minaccia è la prospettazione di un male ingiusto, la molestia si concreta in un’attività non tipizzata che può assumere di volta in volta le più diverse connotazioni, meritando specifica valutazione caso per caso.

Le azioni dello stalker possono riguardare, a titolo esemplificativo, l’invio di comunicazioni intrusive reiterate e assillanti come telefonate, lettere, messaggi informatici, invio reiterato di fiori o doni, o ancora comportamenti associati, quali atti di danneggiamento di beni, violazioni di domicilio, atti intimidatori in genere, inserzioni o annunci pubblici con l’indicazione di dati personali della vittima, messa in rete di immagini della vittima, furto di identità, annullamento o richiesta di beni o servizi per conto della vittima.

Il reato è perseguibile a querela della persona offesa, da presentarsi entro 6 mesi dall’ultimo episodio; si procede invece d’ufficio se il reato è commesso in danno di un minore o di un disabile, se il fatto è connesso ad altro delitto procedibile d’ufficio o commesso da soggetto già ammonito dal Questore per fatti riconducibili alla stessa vicenda.

L’istituto dell’ammonimento del Questore è particolarmente interessante; oltre a consentire la procedibilità d’ufficio ed un aggravamento della pena per il reato di stalking, quando sia intervenuto sugli stessi fatti, può infatti rappresentare un utile deterrente nei confronti del soggetto attivo del reato.

In particolare l’articolo 8 della legge n. 38/2009 prevede che fino a quando non sia stata proposta querela la vittima del reato di stalking può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta vietata.

Il Questore, assunte le necessarie informazioni e sentite le persone informate dei fatti, può ammonire verbalmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.

Copia del verbale di ammonimento è rilasciata al richiedente e al soggetto ammonito.

La pena per il reato è della reclusione da sei mesi a quattro anni, con un aggravamento se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato ovvero da persona legata da relazione affettiva alla persona offesa, o in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di un disabile ovvero ancora con armi o da parte di persona travisata.

Al fine di evitare i clamori, i disagi ed i timori di un pubblico dibattimento appare fra l’altro di grande utilità la possibilità di ricorrere all’istituto dell’incidente probatorio (articolo 392 codice di procedura penale), ammesso anche al di fuori dei presupposti di cui al citato articolo 392 primo comma, onde poter raccogliere le testimonianze di persone minorenni o della stessa persona offesa dal reato maggiorenne.

Si vogliono infine ricordare alcune condotte, portate all’esame dei Tribunali, che sono state ritenute configurare il reato di stalking: pedinamenti, appostamenti, telefonate anonime e messaggi telefonici di tenore ingiurioso, invio di lettere anonime o di fiori, furto di identità, recapito di pacchi dono presso l’abitazione o il luogo di lavoro, invio di email, anche sul luogo di lavoro, invio di messaggi continui o sconvenienti, anche mediante l’uso di sms, sequestro di persona, limitazione in qualsiasi forma della libertà personale.

Dal primo agosto 2012 al 31 luglio 2013 sono state presentate 7.050 denunce per stalking, mentre dall’introduzione della legge del 2009 al mese di febbraio 2014 gli interventi della magistratura sono stati più di 40.000.