Guida in stato di ebbrezza

Le sanzioni amministrative e la responsabilità penale

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La guida in stato di ebbrezza comporta la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi e una sanzione pecuniaria amministrativa se il valore del tasso alcolemico è compreso fra  0,5 e 0,8 grammi per litro. Si sconfina nel reato penale quando il suddetto valore è ricompreso fra 0,8 e 1,5 grammi per litro con correlata sanzione dell’ammenda da euro 800,00 a euro 3.200,00 e arresto fino a sei mesi. A ciò si aggiunge la pena accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno; la sanzione, infine, è elevata da euro 1.500,00 a euro 6.000,00 di ammenda con arresto da sei mesi ad un anno se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro. La conseguente sanzione accessoria è della sospensione della patente di guida da uno a due anni. In quest’ultimo caso, se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. Consegue, altresì, la confisca del veicolo se lo stesso appartiene all’autore del reato.

E’ giurisprudenza costante che l’accertamento e la dimostrazione dello stato di ebbrezza, oltre che da strumentazioni specifiche (etilometro), può essere desunto aliunde; il giudice potrà quindi desumere lo stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool da qualsiasi elemento sintomatico dell’ebbrezza, così come potrà disattendere l’esito fornito dall’etilometro. I più frequenti indici sintomatici dell’ebbrezza si sono rinvenuti nello stato di alterazione psicofisica verificato dai verbalizzanti al momento della contestazione (così, di recente, Tribunale di Foggia 25 marzo 2014 n. 316 e Corte d’Appello di Trento 19 febbraio 2014 n. 38).

Il Tribunale di Arezzo, con sentenza n. 410 del 27 febbraio 2014 ha affermato che “L’esito positivo dell’alcoltest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza, e dunque per l’affermazione della penale responsabilità dell’agente ex art. 186, codice della strada, con onere a suo carico di fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento, dimostrando vizi o errori di strumentazione o di metodo nella esecuzione del test. All’uopo invece, non assume alcun rilievo la mera allegazione di difettosità o l’assenza di omologazione dell’apparecchio”.

Se lo stato di ebbrezza non ha provocato un sinistro stradale, la pena detentiva e pecuniaria possono essere sostituite con quella del lavoro di pubblica utilità, che consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Provincie, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso centri specializzati di lotta alle dipendenze.

Un giorno di lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione, anche non continuativa, di due ore di lavoro ed ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità.

Lo svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità accertato dal giudice, estingue il reato.